Green Pass nelle Aziende Private: qualche riflessione

Pur non essendo tutti argomenti di natura strettamente sanitaria e quindi di nostra diretta competenza, proviamo a fare qualche riflessione sul Decreto 127. Vi invitiamo in ogni caso a consultare i professionisti delle altre discipline coinvolte (Privacy, Legale, Consulenza del Lavoro).

  • Il Green Pass non sostituisce le misure anti-contagio fin qui adottate. Rimane infatti in vigore l’obbligo di mantenimento del Protocollo aziendale (distanziamento, mascherina, igienizzante mani, sanificazioni superfici e ogni altra misura prevista da ogni singola azienda).
  • E’ consigliabile che il Protocollo aziendale sia integrato con le modalità operative di controllo del Green Pass. Si ricorda che il datore di lavoro deve verificare che le misure contenute nel Protocollo vengano realmente applicate da ogni singolo lavoratore. A questo proposito è bene ricordare che il Decreto afferma che “I datori di lavoro di cui al comma 1, definiscono, entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche di cui al comma 4, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi di cui ai commi 1 e 2. Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10.
  • Green Pass e smart working: nessuna indicazione specifica è contenuta nel decreto. Tenuto però conto che l’obbligo di certificazione è previsto per l’accesso al luogo di lavoro, se ne deduce questo: se il datore di lavoro richiede, anche saltuariamente, la presenza presso il luogo di lavoro del lavoratore, quest’ultimo ha l’obbligo di esibizione del Green Pass. Se lavora invece unicamente in smart working (sostanzialmente home working) il Green Pass non è richiesto. L’assenza di Green Pass non costituisce elemento per avere diritto al lavoro agile.
  • La verifica del green pass deve essere effettuata mediante la lettura del QR code apposto sullo stesso, utilizzando esclusivamente la App “VerificaC19”. Le attività di verifica devono limitarsi al controllo dell’autenticità, validità e integrità della certificazione e non possono comportare, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario. Non è quindi consentito accedere alle informazioni in merito ai presupposti – vaccino, guarigione dal COVID-19 o tampone – che hanno determinato il rilascio della certificazione, né alla relativa scadenza.
  • Imprese che occupano meno di 15 dipendenti. Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata di cui al comma 6, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021”. La formulazione sembra agevolare la sostituzione del lavoratore assente con un’altra risorsa mentre non deve essere interpretata come la possibilità di far svolgere attività lavorativa senza green pass trascorso il periodo di assenza del lavoratore sospeso.
  • La Circolare del Ministero della Salute 43105-24/09/2021 attesta che “i test antigenici su matrice salivare sono al momento esclusi dall’elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la Certificazione verde COVID-19”.
  • La Circolare del Ministero della Salute 43366-25/09/2021 afferma “che la validità e la possibilità di rilascio delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19 …, per gli usi previsti dalla normativa vigente, è prorogata sino al 30 novembre 2021. Si precisa che non sarà necessario un nuovo rilascio delle certificazioni già emesse, salvo i casi in cui le stesse contengano dati del soggetto interessato, ulteriori rispetto a quelli indicati per la loro compilazione, a carattere sensibile (es. motivazione clinica della esenzione).”

Ricordiamo che la Circolare 35309-04/08/2021 precisava che “le certificazioni potranno essere rilasciate direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale. La certificazione deve essere rilasciata a titolo gratuito, avendo cura di archiviare la documentazione clinica relativa, anche digitalmente, attraverso i servizi informativi vaccinali regionali con modalità definite dalle singole Regioni/PA, anche per il monitoraggio delle stesse.

Le certificazioni dovranno contenere:

  1. i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita); 4
  2. la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi e attività di cui al comma 1, art. 3 del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105;
  3. la data di fine di validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al _________” (indicare la data, al massimo fino al 30 settembre 2021- ora 30 novembre 2021);
  4. Dati relativi al Servizio vaccinale della Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale in cui opera come vaccinatore COVID-19 (denominazione del Servizio – Regione);
  5. Timbro e firma del medico certificatore (anche digitale);
  6. Numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore.

I certificati non possono contenere altri dati sensibili del soggetto interessato (es. motivazione clinica della esenzione).”

L’entrata in vigore del D.L. 127 rilancia l’importanza di una campagna aziendale di sensibilizzazione sui vaccini anti-Covid-19. Qui di seguito il link alle pagine del sito del Governo  “Riprendiamoci il gusto del futuro”, campagna nazionale di vaccinazione anti-Covid 19