COVID-19: la vaccinazione nelle aziende e il Piano Vaccinale del Governo

In questi ultimi giorni si sono succedute notizie relative alla possibilità di vaccinare la popolazione lavorativa per il tramite dei medici competenti aziendali.

Regione Lombardia ha annunciato un protocollo d’Intesa con Confindustria Lombardia, Confapi e ANMA. Confindustria, in attesa di protocolli specifici, ha avviato sul proprio sito, fino al prossimo 19 marzo, una ricognizione sul sistema produttivo nazionale per identificare le “realtà potenzialmente disponibili e idonee per essere configurate come siti vaccinali”.

Anche il Piano Vaccinale predisposto sabato scorso dal Commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, prevede il possibile utilizzo dei siti produttivi mediante il coinvolgimento dei medici competenti.

E’ un programma ambizioso del quale non è possibile non condividerne gli obbiettivi e le dichiarazioni di intenti sono indubbiamente un passo importante ma, come per tutte le attività con una certa complessità, bisogna avere chiari i passaggi necessari che ci aspettano e alcuni problemi da affrontare. Ciò anche per non alimentare aspettative elevate per le quali oggi non è facile individuare le tempistiche di un riscontro soddisfacente.

Vediamo alcune delle difficoltà che si presentano per avviare una campagna vaccinale nelle aziende:

  • Disponibilità di vaccini: ancora ieri Astra Zeneca ha comunicato un ulteriore taglio di dosi per l’Unione Europea. Per il primo trimestre verrà consegnato un terzo delle dosi previste. Questo è solo l’ultimo dei vari tagli che alcune aziende produttrici hanno apportato;
  • Problemi logistici: consegna, custodia, conservazione delle dosi e tempi di somministrazione sono aspetti rilevanti e complessi;
  • Settori merceologici e mansioni più a rischio: da quanto si sa, anche la somministrazione nel mondo del lavoro dovrebbe tenere conto della tipologia delle attività lavorative e delle mansioni con maggior rischio di contagio;
  • Idoneità degli ambienti di lavoro: è necessario che gli ambienti destinati alla somministrazione abbiano alcuni requisiti che non necessariamente possono essere individuati nelle aziende di piccola/media dimensione;
  • Ultima, ma non per importanza, la necessità di coprire i medici competenti e i somministratori con assicurazioni specifiche insieme con uno scudo penale: i medici lo chiedono per tutelarsi dai rischi della vaccinazione dopo che negli ultimi giorni alcuni medici vaccinatori sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Vi aggiorneremo anche su questo tema, come abbiamo sempre fatto su tutti gli aspetti relativi alla Pandemia da Covid-19.

Dott.ssa Maria Grazia VarrasoDirettore Sanitario