Criteri per il Riconoscimento del Lavoratore Autonomo

Puntosicuro.it riporta un’interessante sentenza della Corte di Cassazione Penale del 16 luglio scorso, che “indica sinteticamente quei criteri che consentono di riconoscere la figura di un lavoratore autonomo che opera nell’ambito di una organizzazione datoriale e di smascherare un lavoro di dipendenza di fatto”.

“La suprema Corte, nel rigettare il ricorso, ha posto in chiara evidenza che la definizione di datore di lavoro accolta dal citato D. Lgs. n. 81/2008, ha infatti aggiunto la suprema Corte, non si identifica con la relativa qualifica civilistica, essendo invece attribuito decisivo rilievo all’assetto organizzativo concreto del lavoro, alla soggezione del lavoratore alle scelte organizzative e di spesa del soggetto a cui vengono imputati i doveri e la indicata posizione di garanzia. Le qualifiche di lavoratore e di datore di lavoro quindi, secondo il D. Lgs. n. 81/2008, fanno perno rispettivamente sui criteri della organizzazione e direzione del lavoro e sulla mancanza di autonomia del lavoratore nell’espletamento delle relative incombenze lavorative.

Ne è derivato, secondo la Cassazione, che correttamente la Corte territoriale, sul punto, ha deciso nel senso che il datore di lavoro imputato era titolare di una posizione di supremazia e di garanzia nei confronti del lavoratore autonomo dalla quale discendevano gli obblighi posti dalla normativa antinfortunistica a carico di tale figura.”

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