Archive for the ‘CSM Care News’ Category

EU-OSHA: Salute e Sicurezza in presenza di Sostanze Pericolose

Tuesday, October 1st, 2019

Il sito dell’European Agency for Safety and Health at Work pubblica nuovo materiale informativo sulla Campagna 2018-2019.

“I lavoratori sono esposti a sostanze pericolose in molti ambienti di lavoro europei. Tali esposizioni sono più comuni di quanto la maggior parte delle persone pensi e, di fatto, possono verificarsi in quasi tutti gli ambienti di lavoro. Ciò comporta importanti preoccupazioni per la sicurezza e la salute.

Una sostanza pericolosa è qualunque solido, liquido o gas che ha le potenzialità di causare danni alla sicurezza o alla salute dei lavoratori. L’esposizione può avvenire per inalazione, penetrazione cutanea o ingestione.

Le esposizioni a sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro sono collegate a problemi che hanno effetti acuti e a lungo termine sulla salute, tra cui:

  • malattie respiratorie (ad esempio asma, rinite, asbestosi e silicosi),
  • danno agli organi interni, compresi il cervello e il sistema nervoso,
  • irritazione cutanea e malattie della pelle,
  • tumori occupazionali (ad esempio leucemia, cancro ai polmoni, mesotelioma e cancro della cavità nasale).

Inoltre, la presenza di sostanze pericolose può mettere i lavoratori a rischio di incendio, esplosione, intossicazione acuta e soffocamento.

La seconda indagine europea tra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti dell’EU-OSHA rivela che le sostanze pericolose sono frequenti soprattutto in alcuni settori, come l’agricoltura, la produzione e l’edilizia.

Tuttavia, i lavoratori di ogni settore sono potenzialmente a rischio di esposizione alle sostanze pericolose. In effetti, nel complesso, il 38 % delle aziende europee segnala la presenza di sostanze chimiche o biologiche potenzialmente pericolose nei propri ambienti di lavoro. Pertanto, è fondamentale che i rischi siano individuati e gestiti.

La Guida della campagna spiega perché la gestione delle sostanze pericolose nell’ambiente di lavoro è così importante. Presentando numerosi casi studio e soluzioni pratiche, delinea la legislazione pertinente e descrive come creare una cultura della prevenzione del rischio. La valutazione del rischio è fondamentale per la prevenzione e una sezione della guida di facile utilizzo suddivide il processo in semplici passaggi. Sono forniti consigli su gruppi di lavoratori particolarmente a rischio ed è presente una sezione incentrata sugli agenti cancerogeni e sul cancro professionale. Infine, le informazioni fornite per ultime ma non meno importanti, riguardano le modalità di partecipazione alla campagna e le date principali.”

Particolarmente interessante la sezione relativa alle Infografiche.

Verifiche Periodiche: Adottato il Ventiduesimo Elenco

Wednesday, September 25th, 2019

Il Ministero del Lavoro sul proprio sito pubblica l’elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche.

Con il Decreto Direttoriale n. 57 del 18 settembre 2019 è stato adottato il ventiduesimo elenco che sostituisce integralmente il precedente, allegato al Decreto Direttoriale n. 8 del 25 febbraio 2019.

Il Decreto è composto da sette articoli:
– all’articolo 1 viene rinnovata l’iscrizione per i soggetti che hanno regolarmente trasmesso la documentazione richiesta e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011  ha potuto tempestivamente concludere la propria istruttoria;
– all’articolo 2 sono apportate le variazioni alle iscrizioni già in possesso sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti;
– all’articolo 3 viene decretato l’inserimento ex novo , della società ivi indicata, nell’elenco dei soggetti abilitati;
– all’articolo 4 viene prorogata l’iscrizione per i soggetti che hanno regolarmente trasmesso la documentazione richiesta  e per i quali la Commissione di cui al D.I. 11.04.2011 non  ha potuto tempestivamente concludere la propria;
– all’articolo 5 viene decretata la cancellazione dell’iscrizione, delle società ivi indicate, nell’elenco dei soggetti abilitati;
– all’articolo 6 viene specificato che con il presente decreto si adotta l’elenco aggiornato, in sostituzione di quello adottato con il decreto del 25 febbraio 2019;
– all’articolo 7 sono riportati, come di consueto, gli obblighi cui sono tenuti i soggetti abilitati.

 

Lavori sotto tensione: adottato l’elenco dei soggetti abilitati e formatori

Monday, September 23rd, 2019

Il Ministero del Lavoro pubblica sul proprio sito gli elenchi dei soggetti abilitati per l’effettuazione dei lavori sotto tensione e dei soggetti formatori.

Il nuovo elenco, allegato al Decreto direttoriale n. 58 del 19 settembre 2019, sostituisce integralmente il precedente.

INAIL: Tumori Professionali per Comparti di Attività

Monday, September 16th, 2019

Il Sistema di Sorveglianza MalProf ha elaborato una Scheda informativa dal titolo “Tumori Professionali: Analisi per Comparti di Attività Economica 

“La banca dati statistica dell’Inail, consultabile anche online, riporta che nel quinquennio 2012 – 2016 i tumori sono pari al 5,25% delle tecnopatie ma causano il 95% delle morti per malattia professionale, così come sono preponderanti nel determinare i gradi più elevati di menomazione. Quindi, le neoplasie, pur se contenute nel numero di casi annualmente denunciati, sono le malattie professionali a maggior gravità.

Lo studio dei tumori professionali per settori di attività economica in MalProf è stato condotto attraverso l’approfondimento dei nessi positivi tra la malattia segnalata e la storia lavorativa, nel corso della quale possono risultare più periodi lavorativi a cui imputare l’insorgenza della neoplasia. La distribuzione dei tumori per settori di attività ricalca, in termini di valori assoluti, le stime sugli esposti ad agenti cancerogeni presenti in letteratura. Ai primi posti si ritrovano le costruzioni (13%), la produzione di metalli (11%), la fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo (9%), la fabbricazione di mezzi di trasporto eccetto autoveicoli (7%), la fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici (6%) e la fabbricazione di vetro, ceramica e cemento (5%). Questi primi sei settori raggruppano quindi più del 50% dei casi totali di neoplasia di origine professionale.

Allo scopo di fornire un segnale della possibile associazione tra uno specifico tumore e i diversi comparti di attività, è stato utilizzato il PRR (proportional reporting ratio, noto in letteratura anche come prevalence ratio, PR), un indicatore che può essere applicato ai dati di MalProf, essendo questo un sistema di tipo anamnestico. In particolare, per ogni settore di attività viene definito il peso di uno specifico tumore sul totale delle malattie e rapportato al corrispondente peso negli altri settori. Tali elaborazioni, quindi, consentono di individuare degli alert in merito alle possibili esposizioni lavorative, utili anche per ulteriori studi epidemiologici sui fattori di rischio.

Le prime due neoplasie (cioè quelle della pleura e peritoneo e quelle dell’apparato respiratorio) costituiscono in MalProf quasi l’80% di tutti i tumori di origine lavorativa. Osservando tutte le associazioni tra tumori professionali e settori economici, si notano altri valori elevati del PRR: l’associazione tra la preparazione e concia del cuoio, sellerie e calzature ed i tumori maligni delle cavità nasali registra un PRR pari a 33,07; lo stesso tipo di tumori è molto legato anche all’industria del legno (PRR pari a 13,81) ed alla fabbricazione di mobili (PRR uguale a 10,15); inoltre, i tumori maligni della pelle sono fortemente associati al settore dell’agricoltura (il PRR è superiore a 15).

L’esame dei dati disponibili sui tumori da lavoro sottolinea il peso delle conseguenze sociali, soprattutto per le famiglie ed i lavoratori, mostrando che la quasi totalità dei casi gravi o mortali di malattie professionali è costituita da tumori. A livello istituzionale la questione non è certo sottovalutata: organismi ed enti nazionali ed internazionali hanno emanato norme, direttive e linee-guida che prestano specifica attenzione alle misure di prevenzione contro i tumori professionali. Inoltre, si evidenzia la necessità di monitorare i comparti che possono risultare maggiormente associati all’insorgenza delle neoplasie di origine professionale, sia a riscontro delle evidenze scientifiche già consolidate, che in un’ottica di controllo dei rischi emergenti. I presupposti dell’azione prevenzionale risiedono, oltre che nelle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. 81/2008) in documenti quali il Piano nazionale di prevenzione 2014 – 2018 che prevede 5 piani tematici tra cui il Piano nazionale di prevenzione sui cancerogeni occupazionali e i tumori professionali i cui obiettivi sono il miglioramento dell’individuazione e del monitoraggio delle esposizioni, oltre che delle azioni di prevenzione e della capacità di riconoscimento dei danni, anche mediante azioni di sorveglianza sanitaria di gruppi selezionati di ex-esposti ad agenti cancerogeni occupazionali.”

CIIP Seminario 2 ottobre 2019 con la Partecipazione di CSM care

Wednesday, September 11th, 2019

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione ha organizzato il prossimo 2 ottobre, presso la Clinica del Lavoro di Milano, il Seminario “Le comunicazioni dei medici competenti fonte di conoscenza dei rischi: utilizzi e criticità dell’Allegato 3B“.

La CIIP ha attivato nel 2019 un gruppo di lavoro che ha avviato un confronto sulla sorveglianza sanitaria tra le associazioni ad essa aderenti.

Tra i temi trattati quello delle comunicazioni dei Medici Competenti, tra cui quelle inserite nell’Allegato 3B. Ogni anno i medici competenti inseriscono in un portale web gestito da INAIL informazioni relative alla sorveglianza sanitaria riferite all’anno precedente.

Sono fra le poche informazioni disponibili sui rischi presenti negli ambienti di lavoro e sui lavoratori che vi sono esposti, mentre la maggior parte dei sistemi informativi utilizzati per la prevenzione sono basati sui danni (infortuni e malattie professionali). Queste informazioni sono quindi rese disponibili ai Servizi di Prevenzione delle ASL che possono utilizzarle per la programmazione di attività di prevenzione, così come per evidenziare situazioni abnormi meritevoli di approfondimenti e di controlli. D’altro canto l’analisi dei dati aggregati può consentire di supportare e orientare i medici competenti a confrontarsi per una valutazione omogenea dei rischi per attività produttiva. Inoltre, se i dati fossero resi disponibili, le associazioni di categoria e le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori potrebbero giovarsene per la condivisione e programmazione strategica di misure di prevenzione, in funzione delle evidenze “epidemiologiche” che emergono in determinati settori. Le esperienze di immissione dei dati e della loro elaborazione hanno messo in luce diverse criticità che potrebbero essere in buona parte superate avviando momenti di confronto tra medici competenti e operatori sanitari dei Servizi di prevenzione delle ASL/ATS.

Questo primo seminario CIIP intende aprire un confronto sull’utilizzo di queste informazioni e sulle possibilità di migliorarne la fruibilità. Altri incontri sono in previsione in particolare sulle idoneità difficili e sull’accomodamento ragionevole.

La Valutazione dei Rischi nelle Cantine Vinicole

Thursday, September 5th, 2019

Il sito puntosicuro.it riporta un interessante documento dal titolo “Lavoro in spazi confinati nelle cantine vinicole. Indicazioni operative per la gestione dei rischi”, prodotto dall’ATS Pavia e a cura di Gioia De Paschale, Antonio Bordati, Cristina Gremita (ATS Pavia) e Adriano Bacchetta (European Interdisciplinary Applied Research Center for Safety – Parma).

“Con riferimento ai luoghi di lavoro nelle cantine vitivinicole si indica che “dovranno essere valutate, ad esempio, le caratteristiche relative a pavimentazione ed aerazione, nonché i volumi degli ambienti; per i rischi derivanti dall’uso di attrezzature ed impianti dovrà essere accertata l’assenza di pericolo di contatto con organi in movimento o che possono essere accidentalmente rimessi in moto”.

Dovrà poi essere considerato il rischio chimico, “da intendersi quale rischio infortunistico, oltre che tecnopatico, correlato sia all’impiego di prodotti durante le pratiche di cantine, sia allo sviluppo di gas e vapori pericolosi nelle varie fasi di trasformazione delle uve”.

Altre fonti di rischio sono costituite, inoltre, “da silice, anidride solforosa, prodotti sanificanti e detergenti. Il datore di lavoro dovrà prendere in considerazione, in particolare, le loro proprietà pericolose, il livello, il modo e la durata dell’esposizione, le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti”. E si dovrà tenere conto anche “della formazione dei lavoratori e delle differenze di genere, età e provenienza”.”

Criteri per il Riconoscimento del Lavoratore Autonomo

Monday, July 29th, 2019

Puntosicuro.it riporta un’interessante sentenza della Corte di Cassazione Penale del 16 luglio scorso, che “indica sinteticamente quei criteri che consentono di riconoscere la figura di un lavoratore autonomo che opera nell’ambito di una organizzazione datoriale e di smascherare un lavoro di dipendenza di fatto”.

“La suprema Corte, nel rigettare il ricorso, ha posto in chiara evidenza che la definizione di datore di lavoro accolta dal citato D. Lgs. n. 81/2008, ha infatti aggiunto la suprema Corte, non si identifica con la relativa qualifica civilistica, essendo invece attribuito decisivo rilievo all’assetto organizzativo concreto del lavoro, alla soggezione del lavoratore alle scelte organizzative e di spesa del soggetto a cui vengono imputati i doveri e la indicata posizione di garanzia. Le qualifiche di lavoratore e di datore di lavoro quindi, secondo il D. Lgs. n. 81/2008, fanno perno rispettivamente sui criteri della organizzazione e direzione del lavoro e sulla mancanza di autonomia del lavoratore nell’espletamento delle relative incombenze lavorative.

Ne è derivato, secondo la Cassazione, che correttamente la Corte territoriale, sul punto, ha deciso nel senso che il datore di lavoro imputato era titolare di una posizione di supremazia e di garanzia nei confronti del lavoratore autonomo dalla quale discendevano gli obblighi posti dalla normativa antinfortunistica a carico di tale figura.”

INAIL: Medico Competente e Promozione delle Pratiche Vaccinali

Monday, July 22nd, 2019

INAIL pubblica sul proprio sito una scheda informativa circa i risultati di un sondaggio indirizzato ai Medici Competenti su Vaccinazioni e Lavoro.

L’indagine mira ad analizzare barriere e/o drivers per migliorare la copertura vaccinale, focalizzandosi anche sulle modalità con cui le vaccinazioni vengono proposte ai lavoratori, con l’obiettivo finale di aumentare l’adesione in particolari contesti lavorativi, attraverso la sensibilizzazione dei Medici Competenti.
La survey è stata realizzata tramite un questionario somministrato in modalità telematica e strutturato in 4 sezioni: 1. Dati personali e professionali; 2. Sorveglianza sanitaria e vaccinazioni; 3. Sostegno alla cultura delle vaccinazioni; 4. Livello di conoscenza su Health Tecnology Assessment.”

La messa a disposizione e la somministrazione dei vaccini deve essere integrata all’interno di una più ampia strategia di prevenzione che tenga conto: dell’obbligatorietà o meno del vaccino, del rischio di contrarre la patologia senza vaccino, degli esiti clinici della patologia per cui si propone il vaccino, dell’esistenza di misure efficaci alternative, delle caratteristiche immunologiche e dello stato di salute del soggetto. Il lavoratore deve essere adeguatamente informato dal MC sul rischio valutato, sui vantaggi/inconvenienti delle vaccinazioni proposte e, all’atto vaccinale, sottoscrivere il consenso. A tal proposito, il ruolo del MC è di fondamentale importanza per implementare l’utilizzo della pratica vaccinale come strumento di prevenzione nei luoghi di lavoro in quanto, in funzione dei compiti che riveste, egli rappresenta una figura centrale del sistema di gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori. ”

INAIL: Concorso Buone Pratiche in Edilizia

Friday, July 19th, 2019

INAIL pubblica sul proprio sito istituzionale la notizia relativa al primo concorso per le buone pratiche in edilizia.

“È indetta per l’anno 2019 la prima edizione del concorso nazionale “Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili”, volto a creare e diffondere un archivio di buone pratiche di facile consultazione e semplice applicazione.

Finalità

Il concorso intende sensibilizzare i partecipanti sul tema della prevenzione, per migliorare la sicurezza nei cantieri edili temporanei o mobili, riducendo il rischio di infortuni e malattie professionali. Alle buone pratiche, infatti, è attribuito ormai un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza nel settore edile.

Chi può partecipare

Possono partecipare le imprese del settore edilizio che operano, anche indirettamente, nei cantieri temporanei o mobili, i coordinatori per la sicurezza nei cantieri e gli enti pubblici. Ogni partecipante può inviare fino a tre proposte, per ognuna delle quali è necessario compilare il modulo di iscrizione.

Modalità di invio degli elaborati

La procedura online per l’iscrizione e l’invio del materiale sarà disponibile a partire dal 22 luglio e fino al 22 novembre 2019. Gli elaborati, unitamente alla scheda d’iscrizione, alla documentazione indicata nel bando e a una scheda tecnica del progetto, devono essere trasmessi in un’unica sessione, utilizzando il link “Invio telematico della domanda”.

Entro 120 giorni dalla chiusura della procedura sarà pubblicato l’elenco delle buone pratiche finaliste.

I premi

Le prime tre buone pratiche ritenute migliori per ogni categoria di partecipanti saranno premiate con targhe di merito, saranno presentate nel corso delle giornate della sicurezza in edilizia organizzate da Inail e Regioni e potranno essere pubblicate su riviste di settore.

Gli elaborati premiati potranno, inoltre, essere trasmessi alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro per la procedura di validazione come “Buone Prassi”. Tutti i lavori riconosciuti di interesse entreranno a far parte dell’archivio.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma nel corso di una giornata dedicata al tema della prevenzione in edilizia.”

Cassazione Penale, 24 giugno 2019 – Colpevole inerzia di un datore di lavoro

Thursday, June 27th, 2019

Il sito olympus.uniurb.it pubblica un’interessante sentenza della Corte di Cassazione Penale.

Cassazione Penale, Sez. 4, 24 giugno 2019, n. 27786 – Colpevole inerzia di un datore di lavoro che tollera l’uso di un macchinario privo di protezione. Difficile pensare che il capocantiere agisse all’insaputa del titolare

“La scelta di far lavorare il dipendente infortunato con un macchinario privo di protezione deve necessariamente essere stata tollerata o condivisa dal datore di lavoro: nessun capocantiere avrebbe agito all’insaputa del datore di lavoro, rischiando il posto di lavoro in quanto artefice di illeciti imputabili allo stesso datore di lavoro, commessi senza che il superiore gerarchico nulla sapesse. Del resto – ha significativamente aggiunto il giudice di merito – non risulta che il datore di lavoro avesse delegato ad altri il controllo dei macchinari utilizzati dai dipendenti, per cui la loro costante verifica di conformità alla normativa prevenzionistica era rimessa alla esclusiva competenza del medesimo.

Anche ammesso che la griglia fosse stata materialmente rimossa dal capocantiere, è stato congruamente e logicamente ritenuto che ciò sia stato “tollerato”, non vigilato, o comunque avallato dal datore di lavoro, per cui il profilo di colpa omissivo addebitato al datore di lavoro è sempre lo stesso, ed attiene alla sua colpevole inerzia rispetto ad una conosciuta (o comunque conoscibile) situazione di pericolo, in quanto presente da diverso tempo nel cantiere ove si è verificato l’infortunio.”